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Nuova IVA Airbnb

3 min di letturaDal team StyQR

Dal 1° gennaio 2025 una piccola rivoluzione fiscale si è insinuata in silenzio nelle Sue prenotazioni Airbnb: l’IVA si unisce ufficialmente alla festa. Che Lei sia un host, un ospite o semplicemente un curioso, niente panico: Le spieghiamo tutto con il sorriso.

Che cos’è questa “nuova” IVA Airbnb?

L’IVA (imposta sul valore aggiunto) la conosce certamente. Si intrufola nella maggior parte dei Suoi acquisti quotidiani e da oggi si applica anche ai servizi di intermediazione di Airbnb. In concreto? Airbnb applica ora un’IVA del 20% sulle proprie commissioni di servizio in Francia.

Questo non significa che il prezzo totale schizzi alle stelle, ma c’è un piccolo costo aggiuntivo da mettere in conto per gli utenti, in particolare per gli host.

Perché questo cambiamento proprio adesso?

Airbnb, come altre piattaforme della sharing economy, era finora rimasta relativamente al riparo da alcuni obblighi fiscali. Ma la normativa europea si è irrigidita e la Francia ha seguito la stessa direzione. L’obiettivo? Armonizzare il trattamento fiscale delle piattaforme e ridurre le distorsioni della concorrenza con gli operatori professionali del turismo.

Risultato: Airbnb deve ora riscuotere e versare l’IVA sulle proprie commissioni, esattamente come qualsiasi altra impresa francese.

Che cosa cambia per gli host

Prima le commissioni di servizio trattenute da Airbnb su ogni prenotazione non erano soggette a IVA. Oggi lo sono, e questo può rappresentare un costo aggiuntivo indiretto per gli host.

Un esempio concreto:

  • Prima: affittava il Suo monolocale a 100 €, Airbnb tratteneva 3 € (3% di commissione) e Lei incassava 97 €.
  • Adesso: Airbnb applica3 € + 0,60 € di IVA(20%), quindi3,60 €. Lei incassa 96,40 €.

Niente panico: non deve svolgere alcuna pratica amministrativa. Airbnb si occupa di tutto. Ma è utile saperlo per i Suoi calcoli di redditività!

E per gli ospiti?

Anche dal lato degli ospiti nulla di drammatico. Le commissioni di servizio pagate da chi prenota sono anch’esse soggette a IVA. Quindi, se il conto Le sembra un pizzico più salato, la colpa non è del Suo host, ma di madama IVA.

In pratica la piattaforma Le mostra il prezzo IVA inclusa, quindi nessuna brutta sorpresa, tranne forse al momento di cliccare su “Paga ora”.

Quali conseguenze per il mercato dell’affitto breve?

Con questa regolarizzazione fiscale, Airbnb si avvicina un po’ di più al modello degli operatori professionali dell’ospitalità. Questo potrebbe:

  • spingere alcuni piccoli host ariflettere sulla propria redditività;
  • favorire unamaggiore trasparenza fiscale;
  • e forse, nel lungo periodo,ridurre l’attrattiva di Airbnbin alcune zone molto competitive.

Ma niente panico: per la grande maggioranza degli host occasionali resta un dettaglio amministrativo, non una rivoluzione copernicana.

Le cose da ricordare

Da gennaio 2025 Airbnb applica l’IVA del 20% sulle proprie commissioni di servizio.

La misura riguarda gli host E gli ospiti, ma senza pratiche aggiuntive.

Gli importi restano contenuti, ma vanno considerati nei Suoi calcoli.

Airbnb continua a gestire riscossione e versamento in piena autonomia.

In conclusione (con il sorriso)

L’IVA Airbnb non è davvero una brutta sorpresa: è semplicemente il fisco che si adatta all’era digitale. Come recita il proverbio fiscale: “Nella vita ci sono due cose inevitabili: la morte e le tasse.” Tanto vale prenderla con umorismo e con una buona strategia di affitto.

Vuole saperne di più sulla piattaforma AIRBNB? Legga subito il nostro articolo su la tassa sulla casa e l’affitto Airbnb: è (finalmente) esente?

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